Il libro è la registrazione di un dialogo tra il giurista Gustavo Zagrebelsky e lo storico e filologo Luciano Canfora sulle “nuove forme che ha assunto il tema della democrazia in rapporto all’oligarchia”. Questo dialogo ha inizio a Torino, al Salone del libro, il 17 maggio 2013, in occasione della presentazione del libro-intervista sul potere di Canfora con Antonio Carioti. Prosegue a Bologna, l’8 luglio dello stesso anno, e si conclude a Roma, il 18 gennaio 2014, all’Auditorium Parco della Musica.
«Cominciamo con un tentativo di definizione elementare, a partire dall’etimo della parola. Oligarchia è il governo dei pochi. Come tale è un sistema di governo che concentra il potere in alcuni (i pochi) e crea una sperequazione rispetto agli altri (i molti). Dal punto di vista dell’ideale democratico, essa si basa su una sottrazione, potremmo dire un furto, da parte di pochi a danno di molti. Ciò, di per sé, crea un cortocircuito rispetto all’idea democratica. Sto parlando di idee, di categorie politiche, non della realtà, la quale mostra sempre la tendenza dei “molti” a ridursi a “pochi”, secondo quella che è stata definita la “ferrea legge delle oligarchie”.
Quando, oggi, parliamo di oligarchia, lo facciamo partendo… dal paradigma democratico e quindi la parola assume una valenza negativa perché contraddice il nucleo essenziale di tale paradigma. Ma, di per sé, il “governo dei pochi” sta, nella tipologia delle forme di governo, a mezzo tra il “governo di uno” e il “governo di tutti” o dei molti (…).
Oggi, tuttavia, viviamo in un tempo in cui la democrazia – come principio, come idea, come forza legittimante il potere – è fuori discussione. Pertanto, se l’oligarchia s’instaura nei nostri regimi, deve farlo in forme democratiche; deve in qualche modo mascherarsi; non può presentarsi apertamente come usurpazione di potere (…).
Ora, che l’oligarchia assuma le forme della democrazia non è senza significato. Che ci si trovi in una democrazia oligarchica o in un’oligarchia democratica… significa pur sempre qualche cosa. Non dobbiamo pensare che si tratti di un puro inganno: l’oligarchia che per affermarsi ha bisogno di forme democratiche quanto meno non può adottare strumenti di violenza esplicita per supplire al deficit di consenso, e deve mantenere ferme le procedure democratiche, sebbene cerchi di svuotarle di senso dall’interno. E se le procedure restano ferme, c’è sempre la possibilità di rianimarle, di ridare al guscio il suo contenuto. È comunque significativo che, parlando delle oligarchie nel nostro tempo e nel nostro paese, si possa e si debba aggiungere “oligarchie in forma democratica” (…).
Qual è la materia della politica oligarchica nel nostro tempo. A mio parere, la materia della politica oligarchica è costituita dal denaro e dal potere, e dal loro reciproco collegamento: il denaro alimenta il potere e il potere alimenta il denaro. (…) Tutto ciò dà luogo alla concentrazione del potere e della ricchezza in gruppi ristretti, autoreferenziali, insicuri di sé, assediati dal mondo degli esclusi, rinchiusi in ghetti esclusivi, dorati forse, ma certamente artificiali, talora perfino militarizzati.»
Luciano Canfora – Gustavo Zagrebelsky, La maschera democratica dell’oligarchia.