Home Cultura LE CITAZIONI: Filippi. Da Gutenberg a Internet

LE CITAZIONI: Filippi. Da Gutenberg a Internet

Francesco Filippi

by Ernesto Scelza
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“In questo libro ci si occuperà, attraverso due esempi comparati, dell’analisi della parabola di adozione sociale di due delle più importanti, e controverse, innovazioni tecnologiche del cosiddetto Occidente: la stampa a caratteri mobili e Internet” afferma all’inizio del suo studio lo storico Francesco Filippi. Ma è nel titolo completo che risiede il senso del libro: “Cinquecento anni di rabbia. Rivolte e mezzi di comunicazione da Gutenberg a Capitol Hill” introduce l’idea che le rivoluzioni nei mezzi di comunicazione si intrecciano e con nuove forme di rivolta sociale.

 

«… per analizzare il cambiamento radicale di visione del mondo che portò alla nascita della “Età moderna”, potremmo affidarci a altri criteri per la costruzione del mondo eurocentrico per come lo riconosciamo oggi. Troveremmo anche una data precisa: è il 1517 e un’invenzione fino ad allora poco sfruttata viene impiegata in maniera industriale per condurre una grande battaglia culturale che avrebbe cambiato per sempre il volto del continente.

La stampa a caratteri mobili, che in quel periodo ormai da un cinquantennio conviveva con le tradizionali forme di riproduzione del sapere e diffusione delle informazioni, viene investita del compito di diffondere le idee di un frate agostiniano (Martin Lutero, ndr) in rotta con la gerarchia cattolica (…).

Una vera e propria rivoluzione che cambia il mondo della comunicazione e la mentalità che vi si accompagna, contribuendo in maniera determinante a quella velocità di scambio di informazioni che per mezzo millennio ha costituito un vantaggio tecnologico determinante per il continente europeo e le sue estensioni globali.

L’esplosione di questa nuova tecnica non fu né indolore né immediata, ma portò a un lungo travaglio per la ricostruzione di rapporti di forza che questa invenzione aveva, è proprio il caso di dirlo, “scompaginato”; rapporti in cui i poteri costituiti tentarono di riportare sotto il proprio controllo uno strumento che rischiava di essere troppo facilmente utilizzabile da chiunque per cambiare lo status quo.

Perché è chi domina il racconto pubblico che può orientare, attraverso un processo di legittimazione, la misura del proprio potere (…).

… ci si occuperà infine di quella che è la nuova, incredibile rivoluzione della comunicazione che muove ora i suoi primi passi: quella dello strumento Internet.

Proprio come cinquecento anni fa anche oggi si assiste all’impiego massivo di una tecnologia che sembra riuscire a sfuggire al controllo del potere costituito, mettendo in discussione i paradigmi della comunicazione e quindi anche della costruzione dell’immaginario pubblico (…).

Con un curioso parallelo storico, così come era accaduto all’invenzione di Gutenberg, anche per la rete informatica ci vuole un buon cinquantennio di rodaggio e di convivenza con gli altri modi di scambio informativo prima che, grazie a un avanzamento delle tecnologie e all’abbassamento dei costi di costruzione e diffusione dei terminali, si passi dai calcolatori a scheda che occupano intere stanze all’invenzione di postazioni portatili, significativamente definite PC, Personal Computer.»

Francesco Filippi, Cinquecento anni di rabbia.

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