Possiamo ancora dire: Elvira Notari chi era costei? Certamente no grazie alla rassegna Elvira 150 che dal 10 febbraio al 30 aprile rende omaggio con film, musica dal vivo, incontri e mostre alla prima donna (1875-1946) regista del cinema italiano.
Promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto Cohousing Cinema Napoli, ideato e organizzato da Parallelo 41 produzioni con Centro Sperimentale della Cinematografia – Cineteca Nazionale in collaborazione con Cineteca di Bologna, l’iniziativa ha avuto uno dei suoi momenti più alti nella proiezione del film Assunta Spina con protagonista Francesca Bertini, diva del cinema muto.
Elvira Notari: una donna straordinaria che in tempi in cui in Italia essere donna significava almeno pubblicamente recitare un ruolo secondario, privo di qualunque peso, seppe affrontare con piglio moderno un’attività decisamente nuova per l’epoca quella di regista. E non solo dato che recitava, produceva e distribuiva per giunta in una Napoli che per imprenditoria, specie femminile, non brillava di certo.
Cinema popolare il suo con attori presi dalla strada ad interpretare ruoli in cui la gente comune della Napoli del tempo si riconosceva: il beccaio, la stiratrice, il falegname. Tratto da una novella di Salvatore Di Giacomo del 1888, divenuta poi dramma nel 1909, Assunta Spina è il simbolo di una donna consapevole delle sue scelte, peccatrice e martire, dimidiata tra due uomini, punita con uno sfregio per possesso e gelosia, capace di assumersi la colpa, non sua, di un omicidio quasi come catarsi per le sue scelte passionali. Insomma una donna vera, che rientra nelle figure femminili del verismo italiano. Basti pensare a La lupa di Verga anche lei vittima fiera delle sue passioni. La vicenda contiene il tormento amoroso ma anche la povertà della Napoli di inizio ‘900 e l’emancipazione lavorativa delle donne, infatti Assunta Spina ha una stireria, lavora con altre donne, le paga il giusto, creando intorno a sé un piccolo orizzonte femminile, partecipe anche emotivamente delle sue vicende. Insomma un microcosmo femminile, una sorellanza, di cui gli uomini, preda delle loro passioni non capiscono la complessità d’animo. Francesca Bertini, ben rappresenta con la sua espressività tutto questo. Ma la scelta di regia che meglio sottolinea le emozioni nei momenti topici della vicenda è quella di avvolgere la protagonista in uno stupendo scialle ricamato che lei, per esempio, si drappeggia intorno al corpo quando, concentrata, deve decidere il da farsi o fa svolazzare spensierata quando l’orizzonte di vita le si presenta felice, come durante la scena del ballo nel giorno del suo compleanno. Se non ci sono le parole c’è tutto il resto, compresa la musica che, nello spettacolo alla Sala Assoli del 24 marzo, si è avvalsa della sonorizzazione dal vivo di Ensemble Dissonanzen e il campionamento di suoni d’epoca a cura di Claudio Lugo e Francesco D’Errico che hanno creato uno straordinario mix tra passato e presente. Anche i luoghi scelti dalla Notari per l’ambientazione del dramma, evocano una Napoli ricca di fermento: Coroglio, Posillipo, luoghi belli e pittoreschi, capaci di creare un’atmosfera di serenità e pace in contrapposizione alla frenesia dei vicoli e del tribunale.
Lasciamo la parola ad Antonella Di Nocera, fondatrice di Parallelo 41 produzioni, da sempre impegnata nella riscoperta di questa pioniera.
“La prima donna che ha raccontato per immagini in movimento le storie del suo tempo. Oggi il nostro compito è ricordare, insieme e in modo significativo, rievocando quello spirito precursore, audace, coraggioso. C’è un mondo, infatti, intorno ad Elvira, di connessioni, incontri, opere, che di recente si è come risvegliato per collocarla come merita nella storia del cinema italiano e mondiale. Della sua vasta produzione sopravvivono tre lungometraggi, due brevi documentari e alcuni frammenti – 163 minuti in totale che costituiscono il cuore pulsante della rassegna. Un evento che spero possa lasciare una traccia nella comunità, parlando anche ai giovani, perché Elvira tutt’oggi ci parla. È nata il 10 febbraio 1875, ma è una donna straordinariamente contemporanea“.